{"id":9519,"date":"2020-11-06T19:34:41","date_gmt":"2020-11-07T00:34:41","guid":{"rendered":"https:\/\/cornflowerblue-rail-980953.hostingersite.com\/?p=9519"},"modified":"2020-11-06T19:35:11","modified_gmt":"2020-11-07T00:35:11","slug":"9519","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/it\/9519\/","title":{"rendered":"What&#8217;s new in Interventional Radiology (Italian) &#8211; November 2020"},"content":{"rendered":"<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Correlation between Post-Procedure Residual Thrombus and Clinical Outcome in Deep Vein Thrombosis Patients Receiving Pharmacomechanical Thrombolysis in a Multicenter Randomized Trial<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Mahmood K. Razavi, MD, Amber Salter, PhD, Samuel Z. Goldhaber, MD, Samantha Lancia, MSc, Susan R. Kahn, MD, MSc, Ido Weinberg, MD, Clive Kearon, MB, PhD, Ezana M. Azene, MD, PhD, Nilesh H. Patel, MD, and Suresh Vedantham, MD<\/p>\n<p>J Vasc Interv Radiol 2020; 31:1517\u20131528<\/p>\n<p>Published: September 15, 2020<\/p>\n<p>DOI:<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.07.010\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.07.010<\/a><\/p>\n<p>Nel 40-50% dei pazienti con trombosi venosa profonda prossimale (TVP) si verifica la sindrome post-trombotica (PTS). La trombolisi realizzata mediante catetere (CDT) per la TVP \u00e8 stata ampiamente basata \u201csull&#8217;ipotesi della vena aperta\u201d, che ipotizza che la rimozione precoce del trombo possa facilitare la perviet\u00e0 venosa a lungo termine, ridurre la PTS e migliorare la qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Questo studio mira a trovare una correlazione tra l\u2019entit\u00e0 del trombo residuo nell\u2019immediato venogramma post trombolisi farmacomeccanica realizzata mediante catetere (PDCT) e l&#8217;outcome clinico del paziente, in particolare per quanto concerne l\u2019incidenza di PTS.<\/p>\n<p>Questo studio fa parte del trial ATTRACT, uno studio clinico di fase III, multicentrico, aperto, in cieco, randomizzato. Sono stati arruolati 317 partecipanti (200 TVP ileofemorale e 117 TVP femorale-poplitea) in 56 centri clinici negli Stati Uniti. I pazienti sono stati sottoposti a venogrammi prima e subito dopo la PCDT. Quest\u2019ultima \u00e8 stata eseguita con infusione di rt-PA e, in alcuni casi, con dispositivi Trellis-8 o AngioJet. Gli operatori hanno registrato le loro valutazioni visive in merito alla regressione del trombo e al flusso venoso. Il trombo residuo \u00e8 stato valutato anche da lettori indipendenti utilizzando una scala di Marder modificata. Gli immediati risultati ottenuti dopo la procedura sono stati correlati con l\u2019outcome dei pazienti a 1, 12 e 24 mesi. I fattori considerati sono stati il \u200b\u200btrombo residuo all\u2019eco-Doppler, la presenza e la gravit\u00e0 della PTS e la qualit\u00e0 di vita del paziente.<\/p>\n<p>Questo studio ha dimostrato che la PCDT rimuove con successo il trombo nella TVP prossimale acuta (96% e 84% dei pazienti che hanno una rimozione del trombo del 50% e del 90%, rispettivamente). Dopo la PDCT, il flusso venoso spontaneo era presente nel 99% dei segmenti venosi ileofemorali e nell&#8217;89% dei segmenti venosi femoro-poplitei. Sfortunatamente, il volume del trombo residuo nell\u2019immediato post-PCDT non era associato a PTS meno frequenti. Non \u00e8 stato riscontrato alcun miglioramento dell\u2019outcome clinico statisticamente significativo o reflusso valvolare. Tuttavia, per le TVP ileofemorali, un volume di trombo residuo inferiore \u00e8 stato associato a una gravit\u00e0 ridotta della PTS a 24 mesi, con un&#8217;incidenza di PTS da moderata a grave dell&#8217;8% nei pazienti con lisi completa contro il 19% nei pazienti con trombo residuo.<\/p>\n<p>Questo studio mette in discussione la validit\u00e0 dell &#8216;&#8221;ipotesi della vena aperta&#8221; e incoraggia la ricerca futura nel comprendere la patogenesi del PTS, con particolare attenzione a come la perviet\u00e0 pu\u00f2 essere mantenuta nel tempo.<\/p>\n<p>Gli autori affermano inoltre che i medici non dovrebbero lasciar intendere ai pazienti che la rimozione del trombo prevenga la PTS e che la PCDT per la TVP femorale-poplitea dovrebbe essere eseguita di rado.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Evaluation of the Benefit of Extended Catheter-Directed Thrombolysis with Serial Angiography for Acute Pulmonary Embolism<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Assaf Graif, MD, Keval D. Patel, DO, MS, Neil J. Wimmer, MD, MS, George Kimbiris, MD, FSIR, Christopher J. Grilli, DO, and Daniel A. Leung, MD, FSIR<\/p>\n<p>Published: October 19, 2020<\/p>\n<p>J Vasc Interv Radiol 2020; 1\u201310<\/p>\n<p>DOI:<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.08.004\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.08.004<\/a><\/p>\n<p>La trombolisi realizzata mediante catetere dell&#8217;arteria polmonare (CDT) \u00e8 un&#8217;opzione di trattamento per embolie polmonari acute (EP) massive e submassive. Il trombo residuo a livello dell\u2019arteria polmonare determina outcome peggiori a lungo termine ed eventi tromboembolici ricorrenti.<\/p>\n<p>Questo studio mira a comprendere se le visite ripetute in sala angiografica per prorogare la CDT possano essere utili nel trattamento dell&#8217;EP acuta.<\/p>\n<p>Si tratta di uno studio di coorte retrospettivo che si \u00e8 svolto tra il 2009 e il 2019 con pazienti provenienti da un unico sistema ospedaliero comunitario. Lo studio analizza gli outcome clinici di 156 pazienti che hanno presentato un\u2019EP massiva o submassiva entro 14 giorni dall&#8217;insorgenza dei sintomi e sono stati sottoposti a CDT dell&#8217;arteria polmonare con l&#8217;attivatore del plasminogeno tissutale ricombinante (rTPA) alteplase e almeno ad 1 visita di follow-up in sala angiografica dopo la CDT iniziale. 111 trattamenti sono stati interrotti dopo una singola visita di follow-up in sala angiografica e 45 sono invece proseguiti con ulteriori visite di follow-up (2 visite di follow-up in 40 casi e 3 visite in 5 casi). \u00c8 stata eseguita una misurazione della PAP iniziale, angiografia polmonare e CDT. Tutti i pazienti sono quindi tornati in sala angiografica dopo una media di 19,4 ore \u00b1 5,1 per ripetere le misurazioni della PAP e l&#8217;angiografia polmonare per valutare il trombo residuo secondo l&#8217;indice di gravit\u00e0 Miller per EP. A ci\u00f2 \u00e8 seguita la decisione di continuare o concludere la CDT.<\/p>\n<p>I pazienti che avevano una CDT prorogata oltre la prima visita di follow-up hanno richiesto una dose totale pi\u00f9 alta di tPa (40,7 mg \u00b1 14,3 vs 22,6 mg \u00b1 9,9, P &lt;0,001) per ottenere un punteggio di Miller finale e una riduzione della PAP sistolica simile (14,4 mm Hg \u00b1 10,2 contro 12,6 mm Hg \u00b1 11,9, P = 0,6). La PAP sistolica e la frequenza cardiaca erano significativamente pi\u00f9 alti nel gruppo di follow-up multipli all\u2019inizio e durante la prima visita di follow-up. Entrambi i gruppi hanno dimostrato una significativa diminuzione della PAP sistolica tra la procedura iniziale e i successivi follow-up.<\/p>\n<p>Mentre pu\u00f2 non essere necessario che tutti i pazienti tornino per una visita di follow-up, al contrario valori soglia di PAP sistolica&gt; 55 mm Hg e frequenza cardiaca&gt; 100 battiti \/ min durante la CDT iniziale possono trarre vantaggio da una proroga della CDT per ottenere miglioramenti simili nella PAP sistolica e nell\u2019incidenza del trombo. Ulteriori visite di follow-up e CDT prorogata non hanno portato a tassi di complicanze pi\u00f9 elevati (emorragia) in questa coorte, sebbene sia necessario uno studio pi\u00f9 ampio per convalidare questi risultati, data la piccola coorte per il gruppo di follow-up multipli.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>First-in-Human Study with Eight Patients Using an Absorbable Vena Cava Filter for the Prevention of Pulmonary Embolism<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Guillermo Elizondo, MD, Mitchell Eggers, PhD, MBA, Mario Falcon, MD, Miguel Trevino, MD, Roberto Marrufo, MD, Carlos Perez, MD, Edgar Nunez, MD, Rudy Moreno, BS, Alexis Mitchell, PhD, Audrey Sheppard, BS, Stephen Dria, MS, Turner Jay, BS, Ray Kirk, MD, David Hovsepian, MD, and Joseph Steele, MD<\/p>\n<p>Published: September 29, 2020<\/p>\n<p>J Vasc Interv Radiol 2020<\/p>\n<p>DOI:<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.07.021\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvir.2020.07.021<\/a><\/p>\n<p>I pazienti con trombosi venosa profonda (TVP) e controindicazione o fallimento degli agenti anticoagulanti possono trarre vantaggio dall&#8217;inserimento di un filtro in vena cava inferiore (IVC) per prevenire l&#8217;embolia polmonare (EP). Tuttavia, ci sono eventi avversi associati ai filtri IVC metallici convenzionali come migrazione, frattura, embolizzazione e perforazione d&#8217;organo che aumentano con il tempo di permanenza dello stesso. Pertanto, \u00e8 spesso consigliato il recupero entro poche settimane dal posizionamento, tuttavia il tasso varia tra i diversi centri.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un primo studio sull&#8217;uomo che valuta in modo prospettico un filtro per vena cava assorbibile. Sono stati arruolati 9 pazienti per un periodo di 36 settimane (da dicembre 2018 ad aprile 2019). C&#8217;\u00e8 un unico sito di trattamento e un\u2019unica etnia di pazienti e quasi tutte le partecipanti sono di sesso femminile (78%). I criteri di inclusione sono stati TVP o EP nota e una controindicazione o fallimento del trattamento anticoagulante o la richiesta di una profilassi transitoria (5 settimane) per tromboembolia venosa (TEV) a causa dell&#8217;elevato rischio di TEV e controindicazioni agli agenti anticoagulanti. Il protocollo escludeva pazienti con diametri di IVC inferiori a 16 mm.<\/p>\n<p>Il set di filtri riassorbibili contiene un filtro polimerico riassorbibile precaricato all&#8217;interno di un sistema di erogazione su un palloncino semi-compliante di 33 mm di diametro. Sei marker radiopachi sono connessi al filtro. Il filamento polimerico \u00e8 di polidiossanone, noto per la sua decomposizione sicura entro circa 6 mesi. Una volta installati i filtri IVC riassorbibili, le visite di follow-up sono state programmate a 5 settimane (\u00b1 1 settimana) per valutare l&#8217;EP e l&#8217;endotelializzazione dello stent, 11 settimane (\u00b1 1 settimana) per garantire l&#8217;assenza di trombi prima della disintegrazione del cestello del filtro e 36 settimane (\u00b1 2 settimane) per confrontare l&#8217;IVC prima del posizionamento del filtro e dopo il riassorbimento del filtro. I soggetti sono stati sottoposti a tomografia computerizzata (TC) e radiografia addominale prima dell&#8217;impianto del filtro e 5, 11 e 36 settimane dopo per valutare le complicanze legate al filtro stesso. La possibile EP \u00e8 stata valutata mediante angiografia TC prima e 5 settimane dopo il posizionamento del filtro.<\/p>\n<p>La facilit\u00e0 d\u2019impianto era simile a quella delle installazioni di dispositivi endovascolari convenzionali. Non ci sono state complicanze post-procedurali o effetti avversi dopo 36 settimane di follow-up. 2 pazienti sono stati persi durante il follow-up prima della fine della 36 settimana.<\/p>\n<p>Nonostante il piccolo campione nel rapido studio di fattibilit\u00e0 iniziale, questa esperienza iniziale con il filtro assorbibile negli esseri umani ha avuto un tasso di successo clinico del 100%. Sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo poich\u00e9 queste non sono sufficientemente potenti in termini dimensionali per valutare l&#8217;efficacia del filtro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Evaluation and Management of Intermediate and High-Risk Pulmonary Embolism<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Ramsey Al-Hakim, Ningcheng Li, Stephanie Nonas, Bishoy Zakhary, Brandon Maughan, Ryan Schenning, Khashayar Farsad, and John A. Kaufman<\/p>\n<p>Published: March 2020<\/p>\n<p>American Journal of Roentgenology 2020 214:3, 671-678<\/p>\n<p>DOI:<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.2214\/AJR.19.21861\">https:\/\/doi.org\/10.2214\/AJR.19.21861<\/a><\/p>\n<p>Le embolie polmonari (EP) sono collegate a sequele a lungo termine. Alcuni esempi includono l&#8217;ipertensione polmonare tromboembolica (CTEPH) e la sindrome post EP che comprende una ridotta tollerabilit\u00e0 all&#8217;esercizio e una ridotta qualit\u00e0 di vita.<\/p>\n<p>Questa revisione basata sull&#8217;evidenza mira ad una panoramica delle opzioni di trattamento dell&#8217;EP per ridurre la mortalit\u00e0 legata alla stessa, in particolare per quanto riguarda i casi di EP a rischio intermedio ed alto. Le due linee guida principali che vengono riviste sono le linee guida 2014 della Societ\u00e0 europea di cardiologia (ESC) sulla diagnosi e la gestione dell&#8217;EP acuta e le linee guida CHEST per la terapia antitrombotica del 2016 per la malattia venosa tromboembolica.<\/p>\n<p>Questo articolo sottolinea l&#8217;importanza della classificazione iniziale dell\u2019EP. I termini &#8220;massiva&#8221; e &#8220;submassiva&#8221; sono considerati dagli autori troppo ampi e confusi, in quanto si riferiscono esclusivamente alle implicazioni cliniche dell&#8217;EP senza includere informazioni di carattere radiologico. Favoriscono il sistema di classificazione ESC che definisce una EP ad alto rischio se associata a ipotensione (pressione sistolica &lt;90 mmHg per&gt; 15 minuti); rischio intermedio-alto se associata sia all&#8217;imaging che all&#8217;evidenza di biomarcatori cardiaci di disfunzione ventricolare destra senza ipotensione; rischio intermedio-basso se associata a prove di imaging o biomarcatori cardiaci di disfunzione ventricolare destra senza ipotensione; e basso rischio se associata a nessuno di questi risultati. La disfunzione ventricolare destra \u00e8 definita come rapporto del diametro VD \/ VS maggiore di 0,9 alla TC o evidenza di disfunzione VD all&#8217;ecocardiografia.<\/p>\n<p>Secondo le linee guida ESC 2014, i pazienti con alta o intermedia probabilit\u00e0 clinica di EP dovrebbero iniziare l&#8217;anticoagulazione parenterale mentre \u00e8 in corso il workup (Classe I, Livello C). Per i casi di EP a rischio intermedio, pu\u00f2 essere presa in considerazione la terapia trombolitica sistemica in caso di instabilit\u00e0 emodinamica o cardiopolmonare. Se lo scompenso emodinamico appare imminente e il rischio di sanguinamento previsto con trombolisi sistemica \u00e8 elevato, \u00e8 possibile prendere in considerazione il trattamento realizzato mediante catetere percutaneo o l&#8217;embolectomia polmonare chirurgica. Per i casi di EP ad alto rischio, i pazienti devono essere prontamente valutati per la trombolisi sistemica. Se la trombolisi sistemica presenta un rischio elevato, \u00e8 controindicata o ancora, se non \u00e8 riuscita, si deve prendere in considerazione la rimozione del trombo assistita da catetere (con o senza trombolisi realizzata mediante catetere) o l&#8217;embolectomia chirurgica. Il posizionamento del filtro IVC dovrebbe essere deciso su base personalizzata. Le linee guida ESC 2014 raccomandano il posizionamento del filtro IVC in presenza di controindicazioni assolute all&#8217;anticoagulazione e in caso di EP ricorrente nonostante il raggiungimento di livelli terapeutici di anticoagulante. Le linee guida dell&#8217;American Heart Association del 2011 affermano che il posizionamento del filtro IVC pu\u00f2 essere preso in considerazione per i pazienti con EP acuta e riserva cardiopolmonare molto scarsa, compresi quelli con EP massiva.<\/p>\n<p>Sono necessarie ulteriori ricerche per conoscere i rischi e i benefici correlati ai metodi di rimozione del trombo realizzata mediante catetere (meccanico con o senza trombolisi mediante catetere) e del posizionamento del filtro IVC per l&#8217;EP a rischio intermedio e alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Acute aorto-iliac occlusion in patient with COVID-19<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Iris Naudin, Anne Long, Christophe Michel, Bertrand Devigne, Antoine Millon, Nellie Della-Schiava<\/p>\n<p>Publication: October 16, 2020<\/p>\n<p>Journal of Vascular Surgery &#8211; Journal Pre-proof<\/p>\n<p>DOI: <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvs.2020.10.018\">https:\/\/doi.org\/10.1016\/j.jvs.2020.10.018<\/a><\/p>\n<p>La pandemia COVID-19 ha colpito quasi tutti i paesi. Sono noti i suoi sintomi respiratori, ma lo stato pro-infiammatorio ha anche ripercussioni su pi\u00f9 organi.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un caso clinico di occlusione acuta dell&#8217;arteria aorto-iliaca e dell&#8217;arto inferiore in un paziente con infezione severa da COVID-19.<\/p>\n<p>Il paziente \u00e8 un uomo di 56 anni affetto da diabete, ipertensione e obesit\u00e0. Si presenta con debolezza muscolare acuta e perdita sensoriale a carico dell\u2019arto inferiore sinistro. \u00c8 stata eseguita una tomografia computerizzata toraco-addomino-pelvica (TC) che ha mostrato occlusioni dell&#8217;aorta distale e dell&#8217;arteria iliaca di sinistra. \u00c8 stato trovato un piccolo trombo fluttuante nell&#8217;arco aortico. Vi erano anche i tipici reperti polmonari da COVID-19 e, nonostante un tampone faringeo negativo, il paziente \u00e8 stato considerato positivo per COVID-19.<\/p>\n<p>\u00c8 stato portato in chirurgia dove \u00e8 stato eseguito un approccio per via percutanea dalla femorale comune di destra e un approccio open dalla femorale comune di sinistra. Sono stati posizionati kissing stent coperti e un&#8217;arteriografia di completamento ha mostrato occlusione poplitea sinistra che \u00e8 stata trattata con trombectomia poplitea aperta. Tredici minuti dopo, l\u2019arto destro ha mostrato segni di ischemia acuta ed \u00e8 stato eseguito un approccio femorale destro aperto. L&#8217;arteriografia dell&#8217;arto inferiore destro ha mostrato trombosi dell&#8217;arteria poplitea e distale della gamba. \u00c8 stata eseguita una nuova trombectomia destra completa sotto il ginocchio. Poche ore dopo, il paziente presentava un nuovo episodio di ischemia a carico dell&#8217;arto inferiore destro e segni di ischemia irreversibile al piede sinistro. La TC ha mostrato una rivascolarizzazione aorto-iliaca soddisfacente e una nuova trombosi dell&#8217;arteria poplitea destra che si estendeva alle arterie distali. C&#8217;era anche una nuova occlusione dell&#8217;arteria femorale sinistra profonda e nessuna arteria pervia sotto la caviglia sinistra. \u00c8 stata eseguita una seconda trombectomia dell&#8217;arteria poplitea destra. Il paziente \u00e8 stato diagnosticato questa volta come positivo al COVID-19 mediante tampone faringeo positivo alla PCR. E\u2019stata eseguita una terza TAC per instabilit\u00e0 emodinamica che ha dimostrato che i kissing stent aorto-iliaci e l&#8217;arteria poplitea destra erano pervi, ma c&#8217;era un nuovo piccolo infarto renale destro. Dopo stabilizzazione emodinamica \u00e8 stata decisa l\u2019amputazione trans-tibiale sinistra. L&#8217;ultima scansione TC eseguita il 1 \u00b0 maggio 2020 per controllare la rivascolarizzazione ha mostrato la completa lisi del trombo a livello dell\u2019aorta toracica.<\/p>\n<p>Si pensa che il meccanismo dell&#8217;occlusione sia da attribuire all&#8217;embolizzazione mediata da un trombo fluttuante nell&#8217;arco aortico causato dall&#8217;infezione virale. C&#8217;era una sindrome da risposta infiammatoria sistemica causata dal virus. Ci\u00f2 ha indotto uno stato d\u2019ipercoagulabilit\u00e0 e una disfunzione endoteliale. L&#8217;anticoagulazione ha rappresentato il trattamento di scelta, in quanto l&#8217;autore voleva evitare la possibile embolizzazione (dovuta all&#8217;esclusione endovascolare del trombo)? escludendo il trombo dal circolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Correlation between Post-Procedure Residual Thrombus and Clinical Outcome in Deep Vein Thrombosis Patients Receiving Pharmacomechanical [&hellip;]","protected":false},"author":3,"featured_media":2913,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"footnotes":""},"categories":[206],"tags":[],"class_list":["post-9519","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-non-categorizzato"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>What&#039;s new in Interventional Radiology (Italian) - November 2020 - ACORE<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"What&#039;s new in Interventional Radiology (Italian) - November 2020 - ACORE\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Correlation between Post-Procedure Residual Thrombus and Clinical Outcome in Deep Vein Thrombosis Patients Receiving Pharmacomechanical [&hellip;]\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"ACORE\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2020-11-07T00:34:41+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2020-11-07T00:35:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/radiology-x-ray-scanning-P6TDVLL-1-scaled.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"2560\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"1709\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Abdelrahman\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Abdelrahman\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"12 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\/\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/\",\"url\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/\",\"name\":\"What's new in Interventional Radiology (Italian) - November 2020 - ACORE\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/radiology-x-ray-scanning-P6TDVLL-1-scaled.jpg\",\"datePublished\":\"2020-11-07T00:34:41+00:00\",\"dateModified\":\"2020-11-07T00:35:11+00:00\",\"author\":{\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/#\/schema\/person\/75293c6e4870f3aa293e1394c53df6b7\"},\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/whats-new-in-interventional-radiology-november-2020\/#primaryimage\",\"url\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/radiology-x-ray-scanning-P6TDVLL-1-scaled.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/radiology-x-ray-scanning-P6TDVLL-1-scaled.jpg\",\"width\":2560,\"height\":1709,\"caption\":\"Radiology X Ray Scanning. 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