{"id":10883,"date":"2021-01-18T16:54:56","date_gmt":"2021-01-18T21:54:56","guid":{"rendered":"https:\/\/cornflowerblue-rail-980953.hostingersite.com\/?p=10883"},"modified":"2021-01-18T16:54:56","modified_gmt":"2021-01-18T21:54:56","slug":"whats-new-in-neuroimaging-italian-january-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/staging-hub.acoredu.com\/it\/whats-new-in-neuroimaging-italian-january-2020\/","title":{"rendered":"What&#8217;s new in Neuroimaging (Italian) &#8211; January 2020"},"content":{"rendered":"<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Characteristics of Large-Vessel Occlusion Associated with COVID-19 and Ischemic Stroke.<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>John, P. Kesav, V.A. Mifsud, B. Piechowski-Jozwiak, J. Dibu, A. Bayrlee, H. Elkambergy, F. Roser, M.S. Elhammady, K. Zahra, and S.I. Hussain<\/p>\n<p><strong>Quesito clinico<\/strong><\/p>\n<p>Identificare fattori associati e predittori di severit\u00e0, morbilit\u00e0 e mortalit\u00e0 nei pazienti con ictus ischemico e COVID-19, in particolare nel sottogruppo di pazienti con ostruzione dei grandi vasi (LVO).<\/p>\n<p><strong>Metodi <\/strong><\/p>\n<p>Si tratta di uno studio monocentrico, retrospettivo e osservazionale che ha coinvolto tutti i pazienti ricoverati in ospedale con diagnosi di COVID-19 ed ictus ischemico con LVO in un periodo di tempo compreso tra il 1 marzo e il 25 maggio 2020.<\/p>\n<p>Sono stati inoltre raccolti i dati istituzionali di base delle diagnosi di ictus fatte sia all&#8217;interno e che all&#8217;esterno della pandemia da COVID-19: sono stati analizzati\u00a0 tutti i ricoveri per ictus ischemico e TIA (COVID e non-COVID) osservati in ospedale in un periodo di 10 settimane, dal 1 marzo al 10 maggio 2020, e sono stati analizzati anche i dati riguardanti il medesimo periodo di tempo nel 2019. Tali dati sono stati utilizzati come paragone.<\/p>\n<p>I dati raccolti comprendono dati demografici, fattori di rischio per ictus, presentazione clinica, stroke scales, risultati dell\u2019imaging ed indagini di laboratorio, trattamenti acuti tra cui la trombolisi endovenosa e la trombectomia endovascolare, gli intervalli di tempo, classificazione ed eziologia dell&#8217;ictus, classificazione dei sottotipi di ictus ischemico basata sul <em>Trial of Org 10172 in Acute Stroke Treatment <\/em>(TOAST), gli esiti clinici e le disposizioni alla dimissione.<\/p>\n<p><strong>Risultati<\/strong><\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato un numero significativamente maggiore di ictus ischemici nel 2020 rispetto all&#8217;anno precedente (103 vs 76). L\u2019incidenza della malattia ostruttiva dei grandi vasi (LVO), inclusi i segmenti ICA, M1 e M2 dell&#8217;MCA e l&#8217;arteria basilare, \u00e8 aumentata significativamente nel 2020 rispetto all&#8217;anno precedente (33,8% vs 18,3%).<\/p>\n<p>Tra i 673 pazienti con COVID-19 nel 2020, il 2,97% si presentava con ictus ischemico acuto. Di questi pazienti, 15 (75%) avevano una LVO documentata. Questi pazienti erano relativamente giovani (et\u00e0 media 46,5 anni), maschi (93%), senza i tradizionali fattori di rischio cardiovascolare e con una presentazione clinica severa. I livelli medi di proteina C reattiva (PCR) e di D-dimero rilevati pi\u00f9 vicino possibile al momento dell&#8217;ictus erano entro il range di normalit\u00e0.<\/p>\n<p>La LVO rilevata \u00e8 presente su pi\u00f9 vasi (40%), con vasi non comunemente coinvolti e sedi atipiche con una grande apposizione trombotica. \u00c8 risultata comune la presenza di trombosi sistemica separata dall&#8217;occlusione dei grandi vasi (26%). Nel follow-up a breve termine, l\u2019eziologia dell&#8217;ictus \u00e8 rimasta indeterminata nel 46% dei pazienti e l&#8217;esito funzionale \u00e8 risultato scadente.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Questi risultati suggeriscono che l&#8217;ictus, nel contesto dell&#8217;infezione da COVID-19, \u00e8 pi\u00f9 comune. I pazienti con infezione da COVID-19 ed ictus tendono ad avere LVO con una presentazione clinica pi\u00f9 grave ed una prognosi peggiore. \u00c8 stato ipotizzato che contribuiscano a tale risultato la presenza di coagulopatia e\/o di disfunzione endoteliale (come riportato in studi precedenti), sebbene in questo studio non ci fossero prove specifiche a riguardo. Gli autori ipotizzano che esiti peggiori possano essere correlati a malattie sistemiche da polmonite e Sindrome da Distress Respiratorio Acuto, che peggiorano l&#8217;ossigenazione cerebrale e la disregolazione emodinamica.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni<\/strong><\/p>\n<p>Questo studio aumenta la consapevolezza della presentazione grave e dei peggiori esiti della malattia occlusiva dei grandi vasi nell&#8217;ictus ischemico correlato a COVID-19.<\/p>\n<p><strong>Commenti del Senior Editor <\/strong><\/p>\n<p>La presenza di trombi, specialmente se voluminosi, in vasi multipli o atipici e\/o con complicanze trombotiche sistemiche sembrano essere i tratti distintivi dell&#8217;ictus ischemico correlato a COVID-19, sui quali porre maggiore attenzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Diagnostic Yield of Staging Brain MRI in Patients with Newly Diagnosed Non\u2013Small Cell Lung Cancer<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Minjae Kim, MD, Chong Hyun Suh, MD, Sang Min Lee, MD, PhD, Ho Cheol Kim, MD, Ayal A. Aizer, MD, Ted K. Yanagihara, MD, PhD, Harrison X. Bai, MD, Jeffrey P. Guenette, MD, Raymond Y. Huang, MD, PhD, Ho Sung Kim, MD, PhD<\/p>\n<p><strong>Quesito clinico<\/strong><\/p>\n<p>Questo studio cerca di rispondere a due domande: in primo luogo, qual \u00e8 il rendimento diagnostico della stadiazione con risonanza magnetica (RM) cerebrale nei pazienti con nuova diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) in considerazione del gruppo di stadiazione?<\/p>\n<p>In secondo luogo, la presenza di una mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) o il riarrangiamento della chinasi del linfoma anaplastico (ALK) nell&#8217;adenocarcinoma polmonare modificano la resa diagnostica per le metastasi cerebrali nella RM di stadiazione?<\/p>\n<p><strong>Metodi <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 uno studio retrospettivo, osservazionale, monocentrico. I pazienti con nuova diagnosi di NSCLC istologicamente confermato sono stati identificati in modo retrospettivo dalle cartelle cliniche elettroniche di un ospedale di riferimento terziario in un periodo compreso tra novembre 2017 ed ottobre 2018.<\/p>\n<p>I criteri di inclusione richiedevano una TC torace di stadiazione con mezzo di contrasto (MdC) con un referto radiologico formale e una RM cerebrale con MdC eseguita durante la stadiazione iniziale.<\/p>\n<p>Sono stati esaminati i referti radiologici e la stadiazione clinica. La resa diagnostica \u00e8 stata definita come la proporzione di pazienti con metastasi cerebrali sul totale di tutti i pazienti. La resa \u00e8 stata stratificata in gruppi di stadiazione clinica, seguendo l\u2019ottava edizione delle linee guida AJCC, basate sulla TC di stadiazione del torace, sulla mutazione del gene del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR) e sul riarrangiamento del gene della chinasi del linfoma anaplastico (ALK).<\/p>\n<p><strong>Risultati <\/strong><\/p>\n<p>La resa diagnostica complessiva della RM cerebrale di stadiazione nel NSCLC di nuova diagnosi \u00e8 stata dell&#8217;11,9%. Suddivisa in base allo stadio clinico minore di malattia, IA, IB e II, la resa diagnostica della RM \u00e8 stata rispettivamente dello 0,3%, 3,8% e 4,7%. La resa diagnostica era significativamente pi\u00f9 alta nei pazienti con adenocarcinoma (13,6%) rispetto ai pazienti con carcinoma a cellule squamose (5,9%), con un odds ratio di 1,3. La resa diagnostica della RM di stadiazione cerebrale era significativamente pi\u00f9 alta nei pazienti affetti da adenocarcinoma positivo alla mutazione dell\u2019EGFR (17,5%) rispetto all&#8217;adenocarcinoma negativo a tale mutazione (10,6%), (p &lt;0,001).<\/p>\n<p>La resa diagnostica complessiva nei pazienti affetti da adenocarcinoma con riarrangiamento di ALK \u00e8 stata del 23,4% rispetto al 15,2% nei pazienti senza tale riarrangiamento, ma la differenza osservata non \u00e8 risultata significativa.<\/p>\n<p><strong>Conclusione <\/strong><\/p>\n<p>La resa diagnostica della RM cerebrale stadiativa nello stadio clinico IA del NSCLC era bassa, ma aveva un&#8217;elevata resa diagnostica nello stadio clinico IB e nell&#8217;adenocarcinoma positivo alla mutazione dell&#8217;EGFR.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni<\/strong><\/p>\n<p>La resa diagnostica particolarmente bassa della RM cerebrale di stadiazione nello stadio clinico IA fornisce la prova che essa potrebbe non essere necessaria in pazienti con NSCLC IA. La RM cerebrale di stadiazione sembra giustificata dallo stadio clinico di malattia IB (e superiore) e nell&#8217;adenocarcinoma polmonare positivo alla mutazione dell&#8217;EGFR.<\/p>\n<p><strong>Commenti del Senior Editor <\/strong><\/p>\n<p>Questi risultati dovrebbero essere utili per aiutare a guidare lo sviluppo di raccomandazioni basate sull&#8217;evidenza relative alla tempistica di esecuzione dello screening con RM cerebrale nei pazienti con NSCLC di nuova diagnosi. Potrebbe essere interessante osservare se studi multicentrici pi\u00f9 ampi possano dimostrare una differenza significativa nel rilevamento di metastasi cerebrali in caso di adenocarcinoma con riarrangiamento della chinasi del linfoma anaplastico (ALK).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Why does unilateral pulsatile tinnitus occur in patients with idiopathic intracranial hypertension?<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>Pengfei Zhao, Chenyu Jiang, Han Lv, Tong Zhao, Shusheng Gong, Zhenchang Wang<\/p>\n<p><strong>Quesito clinico<\/strong><\/p>\n<p>Questo studio vuole porre la domanda: il tinnito pulsatile (PT) in pazienti con ipertensione intracranica idiopatica (IIH) \u00e8 associato a reperti vascolari e ossei identificabili alla TC? In particolare, la stenosi del seno trasverso (TSS), la lateralit\u00e0 del deflusso venoso (VOL), la deiescenza di parete del seno sigmoideo (SSWD) e il diverticolo del seno sigmoideo (SSD) sono associati a PT nella IIH?<\/p>\n<p><strong>Metodi<\/strong><\/p>\n<p>Questo \u00e8 uno studio caso-controllo retrospettivo su pazienti con IIH e soggetti di controllo. I pazienti che soddisfacevano i criteri di Dandy modificati di IIH sono stati sottoposti a screening per un periodo di 4 anni. Criteri di inclusione: suono unilaterale sincronizzato all&#8217;impulso nell&#8217;orecchio, scomparsa o ovvia attenuazione del PT dopo compressione omolaterale del collo, esecuzione di arteriografia\/venografia TC (CTA\/V) prima della terapia, PT senza cause arteriose o neoplastiche.<\/p>\n<p>I soggetti di controllo erano ugualmente distribuiti per et\u00e0 e sesso, con o senza PT o IIH, con CTA della testa e del collo che mostravano una densit\u00e0 del seno trasverso maggiore di 150 HU e non presentavano anomalie strutturali. Le caratteristiche riviste nelle CTA includevano la stenosi del seno trasverso (TSS), la lateralit\u00e0 del deflusso venoso (VOL), la deiescenza della parete del seno sigmoideo (SSWD) e il diverticolo del seno sigmoideo (SSD). La VOL \u00e8 stata confrontata tra il lato sintomatico e quello non sintomatico nei pazienti IIH con PT e tra il lato dominante e non dominante nei pazienti con IIH ma senza PT e nei soggetti di controllo. TSS, SSWD e SSD sono stati confrontati tra il lato sintomatico dei pazienti IIH con PT ed in entrambi i lati degli ultimi due gruppi.<\/p>\n<p><strong>Risultati <\/strong><\/p>\n<p>La prevalenza di TSS era significativamente pi\u00f9 alta nei pazienti IIH rispetto ai controlli (p= 0.000), ma la TSS non aveva alcuna correlazione con la PT nei pazienti IIH. La prevalenza di SSWD \u00e8 successivamente diminuita nei pazienti IIH con PT, IIH senza PT e controlli, con differenze significative tra ciascuno dei tre gruppi. Il VOL e la prevalenza di SSD erano maggiori nei pazienti IIH con PT rispetto ai pazienti con IIH senza PT o nei soggetti di controllo. Tutti gli SSD nei pazienti con IIH e PT erano accompagnati da SSWD.<\/p>\n<p><strong>Conclusione <\/strong><\/p>\n<p>La prevalenza di TSS nei pazienti con IIH \u00e8 maggiore rispetto ai casi controllo, ma non \u00e8 correlata al PT nei pazienti con IIH. Tuttavia, il lato del basso VOL e la presenza di SSWD ipsilaterale con\/senza SSD erano significativamente correlati al PT unilaterale nei pazienti con IIH.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni <\/strong><\/p>\n<p>Questi risultati possono facilitare una migliore comprensione della fisiopatologia e del trattamento del PT nell&#8217;IIH.<\/p>\n<p><strong>Commenti del Senior Editor <\/strong><\/p>\n<p>Questi dati suggeriscono che il TSS da solo non \u00e8 sufficiente a causare PT nei pazienti con IIH. Mentre come radiologi ricerchiamo frequentemente e commentiamo la presenza di TSS nei pazienti con IIH, dobbiamo correlare il lato sintomatico del coinvolgimento nei pazienti con IIH che hanno PT unilaterale con VOL, SSWD e\/o SSD ipsilaterali ridotti. Mentre la relazione di causa ed effetto rimane tutt\u2019ora sconosciuta (e difficile da stabilire), studi futuri potrebbero valutare gli effetti di trattamenti volti a migliorare il deflusso venoso sul lato sintomatico. In particolare, l&#8217;identificazione ottimale di SSWD e SSD richiede immagini ad alta risoluzione (set di dati assiali da 0,6 mm che sarebbero ottenuti con studi sull&#8217;osso temporale e\/o CTA\/CTV), utilizzando un algoritmo osseo, come fatto qui per una valutazione accurata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Non-EPI versus Multi-Shot EPI DWI in Cholesteatoma Detection: Correlation with Operative Findings<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>J.C. Benson, M.L. Carlson, and J.I. Lane<\/p>\n<p>American Journal of Neuroradiology December 2020, DOI: https:\/\/doi.org\/10.3174\/ajnr.A6911<\/p>\n<p><strong>Quesito clinico<\/strong><\/p>\n<p>Le sequenze readout-segmented EPI sono migliori delle HASTE DWI nella valutazione del colesteatoma?<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 stato fatto<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata eseguita una revisione retrospettiva dei pazienti che avevano un sospetto colesteatoma alla risonanza magnetica (RM), con conferma istopatologica dopo il successivo intervento. Solo i pazienti inclusi avevano esami di imaging RM sia con sequenze HASTE che sequenze readout-segmented EPI.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato fatto<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata eseguita una revisione retrospettiva dei pazienti sottoposti a imaging RM ad alta risoluzione dell&#8217;osso temporale tra il 20 settembre 2011 e il 9 marzo 2020; i pazienti sono stati identificati utilizzando un motore di ricerca istituzionale di cartelle cliniche elettroniche. I criteri di inclusione comprendevano pazienti sottoposti a RM preoperatoria, incluse sequenze HASTE e RESOLVE dedicate alla valutazione del colesteatoma. Due neuroradiologi certificati hanno esaminato tutti gli esami di imaging RM. Tutte le discrepanze sono state risolte per consenso.<\/p>\n<p><strong>Risultati<\/strong><\/p>\n<p>Ogni paziente della coorte aveva una diagnosi di colesteatoma confermata alla chirurgia. Tutte le lesioni sono state rilevate nell&#8217;imaging HASTE preoperatorio. Delle sequenze RESOLVE, 16 (69,6%) erano positive, 5 (21,8%) ambigue e 2 (8,7%) falsamente negative. \u00c8 stata rilevata una eccellente concordanza interoperatore nelle revisioni di entrambe le sequenze HASTE e RESOLVE.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>I risultati di questo studio indicano che le sequenze HASTE hanno una performance migliore nell&#8217;individuazione del colesteatoma primario e recidivo. Con l\u2019imaging HASTE le lesioni sono state correttamente individuate in tutti i casi, mentre i risultati con le sequenze RESOLVE sono risultati non univoci in pi\u00f9 di un quinto dei casi e falsamente negativi in \u200b\u200b2 pazienti.<\/p>\n<p>La discrepanza tra le sequenze pu\u00f2 essere correlata alla maggiore intensit\u00e0 e dimensione del segnale intralesionale che si ha nelle immagini HASTE. Poich\u00e9 i colesteatomi appaiono pi\u00f9 piccoli e meno iperintensi nelle immagini RESOLVE, \u00e8 pi\u00f9 probabile che tali sequenze portino a risultati equivoci e talvolta falsamente negativi.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni<\/strong><\/p>\n<p>I risultati di questo studio sono in accordo con le analisi precedenti che hanno rilevato che le sequenze non EPI (ad esempio HASTE) sono sia sensibili che specifiche per il rilevamento del colesteatoma. Le sequenze HASTE risultano superiori alle RESOLVE nella individuazione di colesteatomi sia primari che residui\/recidivanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Spinal CSF-Venous Fistulas in Morbidly and Super Obese Patients with Spontaneous Intracranial Hypotension<\/strong><\/span><\/h5>\n<p>W.I. Schievink, M. Maya, R.S. Prasad, V.S. Wadhwa, R.B. Cruz, and F.G. Moser<\/p>\n<p>American Journal of Neuroradiology December 2020, DOI: https:\/\/doi.org\/10.3174\/ajnr.A6895<\/p>\n<p><strong>Cosa \u00e8 stato fatto<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata fatta una revisione di tutti i pazienti con ipotensione intracranica spontanea ed indice di massa corporea &gt;40 sottoposti a mielografia a sottrazione digitale in decubito laterale per cercare fistole venose del CSF, per descrivere le difficolt\u00e0 nella cura dei pazienti con fistole venose del FCS che sono patologicamente o severamente obesi.<\/p>\n<p><strong>Come \u00e8 stato fatto<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i pazienti sono stati sottoposti a risonanza magnetica (RM) cerebrale e mielografia RM. La DSM viene eseguita con il paziente sotto anestesia generale endotracheale, con paralisi profonda e respirazione sospesa, per ottenere massimo dettaglio e risoluzione temporale. La puntura lombare fluoroscopicamente guidata viene eseguita a livello L2-3 con un ago da 22G, e si ottiene una pressione di apertura.<\/p>\n<p><strong>Risultati<\/strong><\/p>\n<p>Su otto pazienti, quattro presentavano cefalee ortostatiche isolate; 3 cefalee ortostatiche con peggioramento indotto dalla manovra di Valsalva; 1 con cefalee isolate indotte dalla manovra di Valsalva. I risultati dell&#8217;esame fundoscopico erano normali in tutti gli otto pazienti. L&#8217;imaging RM dell\u2019encefalo ha mostrato cedimenti cerebrali in 7 pazienti ed enhancement meningeo in 5 pazienti.<\/p>\n<p>Tutti i pazienti sono stati sottoposti a RM della colonna vertebrale. Cinque sono stati sottoposti a un mielogramma TC convenzionale, tre sono stati sottoposti a mielografia TC dinamica e due sono stati sottoposti a DSM (utilizzando l&#8217;anestesia generale o locale). Nessuna di queste indagini ha mostrato raccolte di liquido cerebrospinale extradurale o prove evidenti di una fistola venosa del liquido cerebrospinale. Utilizzando la DSM con il paziente in decubito laterale, invece, abbiamo potuto rilevare una fistola venosa del liquido cerebrospinale in 6 degli 8 pazienti (75%). Tutte le fistole erano localizzate nella colonna vertebrale toracica, tre sul lato destro e tre sul lato sinistro.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Nei pazienti con SIH a causa di una fistola venosa del liquido cerebrospinale spinale che sono patologicamente obesi, la pressione del LCR \u00e8 spesso elevata e il rischio di cefalea da rebound per l\u2019alta pressione e di papilledema post-trattamento \u00e8 aumentato. La probabilit\u00e0 di trovare una fistola venosa del liquido cerebrospinale in questa popolazione di pazienti utilizzando la DSM \u00e8 simile ai pazienti non obesi.<\/p>\n<p>Il rilevamento di fistole venose del LCR richiede un imaging sofisticato e abbiamo utilizzato la DSM in decubito laterale con paziente in anestesia generale a tale scopo con risultati eccellenti.<\/p>\n<p><strong>Implicazioni<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene l&#8217;habitus corporeo dei pazienti patologicamente obesi possa intimidire, non dovrebbe sfociare in un atteggiamento disfattista. Nel presente studio, abbiamo rilevato fistole venose del LCR in tre quarti dei pazienti patologicamente obesi con SIH, e nessuna raccolta di LCR extradurale all&#8217;imaging spinale, dimostrando cos\u00ec che la probabilit\u00e0 di identificazione di tali fistole in questa popolazione di pazienti pu\u00f2 avvicinarsi a quella della popolazione di pazienti non obesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Translated by: <\/strong>Dr. Francesco Matteini and Dr. Giorgia Porrello<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Characteristics of Large-Vessel Occlusion Associated with COVID-19 and Ischemic Stroke. John, P. Kesav, V.A. 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